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Muqdisho,22/6/2012
By Banadir.com
Mi presento:
Mi chiamo Osman Mohamed Gaal, il mio nome, come quello di
tutti i somali è composto dal mio nome proprio Osman,
il nome di mio Padre Mohamed e quello di mio nonno da parte
paterna, Gaal.
Sono nato cinquantotto anni fa in Somalia a Kisimaio, città
di circa 300.000 abitanti, posta al sud del paese, sotto la
linea dell'equatore.
Mio padre, che come molti somali fu un Ascaro, è stato
Dirigente del Ministero dei Trasporti, fino a divenirne capo
sezione, mentre mio nonno era un agricoltore.
Mi sono sposato nel 1991 a Mogadiscio, con una splendida donna
Zainab, che oltre ad essere la mia compagna in tutte le tribolazioni
e gioie, ma ha dato il dono di quattro splendidi figli, tre
maschi ed una femmina, che mi riempiono di soddisfazione:
la più grande studia addirittura medicina a Londra.
La mia vita è simile a molti miei fratelli somali.
Sono un esiliato che già da oltre trent'anni ha provato
l'ospitalità e la generosità del popolo italiano.
Infatti, dopo gli studi superiori svolti in Somalia, dei quali
ricordo con affetto il periodo trascorso alle scuole primarie,
gestite dal Vicariato apostolico di Mogadiscio, ho vinto una
borsa di studio offerta dal Governo italiano, che mi ha consentito
di laurearmi in Architettura presso l'Università di
Firenze sulle tipologie costruttive somale.
Prima di vincere la borsa di studio ho lavorato presso una
fabbrica di imballaggi, prima come contabile, fino ad arrivare
ad esserne il Direttore Generale.
Grazie ai miei compagni del liceo - fra i tanti ricordo l'ultimo
Preside della facoltà di Agraria dell'Università
di Mogadiscio, Prof. A. Shirwa ed il Prof. Arif, docente di
Economia agraria - ho conosciuto i molti docenti italiani
che si sono succeduti nell'insegnamento, in virtù degli
importanti progetti di cooperazione.
Sono, quindi, legato all'Italia dalla gratitudine per il sostegno
che ha dato ai miei connazionali, al sottoscritto ed alla
mia famiglia.
Per questo motivo ho preso anche la cittadinanza italiana,
nella metà degli anni '90, anche per essere di maggior
aiuto al mio popolo, vista la situazione, che pareva irreversibile,
determinatasi dalla guerra civile.
Il mio apporto mi ha portato a divenire, nel luglio del 1988,
il responsabile dell'Associazione della Comunità somala
ed in tale veste sono stato uno dei propositori della Federazione
delle Associazioni delle Comunità somale della quale
sono diventato Presidente, quando, nel 2001, siamo riusciti
a costituirla in Italia.
Questa, in tutti questi 22 anni di crisi, ha fornito tutela
ed assistenza a migliaia di esuli somali in Italia, senza
distinzione di appartenenza.
Ho fondato, insieme ad altri amici, il "Forum Italia-Somalia
per la pace e la ricostruzione", volto a facilitare il
processo di pace e favorire il dialogo tra le attuali Istituzioni
somale con le Istituzioni Italiane e la comunità internazionale.
Come è nata la mia candidatura
La Somalia, in questo momento, per una serie di concomitanze,
ha una seria possibilità di riuscire finalmente ad
intraprendere una via di pacificazione.
Pertanto molti intellettuali, amici ed esponenti delle varie
comunità presenti in viarie nazioni, in virtù
dell'impegno da me profuso in questi anni in favore della
comunità somala, mi hanno onorato con la richiesta
di candidarmi alla Presidenza, in quanto hanno ritenuto che
possa essere la persona più adatta per rappresentare
l'unità del paese, attraverso uno sviluppo armonico
dei difficili processi di ricostruzione dello Stato, superando
le divisioni che sono state all'origine della terribile guerra
civile che ci ha funestato.
Perché ho accettato.
Il mio cuore è somalo e questa potrebbe essere anche
l'unica ragione della mia accettazione della candidatura,
nonostante avverta le preoccupazioni derivanti da un così
oneroso impegno per me ed i miei familiari.
Avverto, però, sotto il profilo della volontà
della ragione, il dovere di assumermi la responsabilità
che mi è richiesta per restituire quanto il mio paese
mi ha dato, consentendomi di acquisire quelle esperienze necessarie
per la guida in questo determinato, specifico contesto storico.
In questi anni, infatti, ho acquisito capacità di dialogo
sia con la comunità internazionale, sia con le varie
istituzioni, sia con le varie comunità somale di tutto
il mondo; l'esperienza imprenditoriale e professionale mi
ha consentito di acquisire attitudine manageriale ed organizzativa;
i ruoli da me ricoperti, nonché lo studio e le relazioni
di amicizia, mi hanno permesso di conoscere approfonditamente
il funzionamento dell'organizzazione istituzionale ed amministrativa.
Per questi motivi, ritengo di poter essere l'uomo più
adatto a ricoprire il ruolo di Capo dello Stato in modo equilibrato,
rispettoso delle tradizioni della Somalia, ma aperto ad un
dialogo costruttivo con la comunità internazionale
e con il mondo occidentale.
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